Da sempre l’uomo deve confrontarsi con gli elementi naturali del territorio in cui vive, dalle condizioni climatiche estreme (regioni artiche, zone desertiche) agli eventi catastrofici quali alluvioni, terremoti, valanghe, colate di fango e detrito, eruzioni vulcaniche.

In epoca preistorica, la sopravvivenza era condizionata dagli eventi naturali e dalla non conoscenza degli ambienti circostanti (“l’ignoto”!): sulla base della sola esperienza legata alle attività agro-silvo-pastorali e all’istinto, l’uomo ha acquisito via via una conoscenza puntuale dei territori esplorati, con maggiori capacità nell’affrontare gli elementi ostili, individuando i segni di pericolo sia nel riconoscimento di forme pregresse, sia attraverso l’ascolto dei rumori della stessa natura e l’osservazione del comportamento degli animali.

 

Nei periodi successivi tale capacità si è ulteriormente migliorata in termini di conoscenza, dapprima su basi prevalentemente empiriche, poi più scientifiche.

In tempi più recenti, i nuovi modelli di sviluppo socio-economico hanno portato l’uomo ad abbandonare progressivamente il territorio naturale fino ad allora conosciuto e per quanto possibile controllato, concentrandosi per la maggior parte in agglomerati urbani in continua espansione.

Si è cosi persa o molto ridotta la “testimonianza storica” e con essa la capacità di ascolto e di valutazione degli elementi naturali, dei contesti ambientali, nonchè la percezione sia dei pericoli naturali e/o indotti, spesso accentuati dagli interventi antropici, sia dell’ importanza degli ecosistemi terra-acqua-aria.

Paradossalmente, a questa perdita si contrappone una sempre più sviluppata conoscenza scientifica dei fenomeni naturali (terremoti a parte) e un elevato livello di informazione mediatico, quasi in tempo reale, di eventi catastrofici e dei loro effetti distruttivi in ogni parte del mondo (uragani, trombe d’aria, valanghe, terremoti, frane di roccia e terra). In altri termini l’uomo moderno sembra voler dimenticare o disconoscere i ripetuti segnali che l’ambiente ha presentato in passato e rinnovato ai nostri giorni.

Partendo da queste sintetiche premesse e considerazioni l’attività dell’Associazione Naturalistica Codibugnolo si propone, con un raggio d’azione sempre più ampio, di rinnovare nelle persone e soprattutto nei ragazzi e nei giovani la sensibilità e l’interesse per la natura e per gli ambienti ad essa associati.

La conoscenza dell’ambiente chiama in causa molte discipline, dalla geologia del territorio nelle sue diverse articolazioni (montagne e colline con rocce sedimentarie, vulcaniche e metamorfiche e relative coperture; pianure con depositi alluvionali), all’archeologia (civiltà sepolte e stratificate sotto coltri alluvionali e vulcaniche), alla botanica (vegetazione differenziata in funzione del substrato geologico e delle condizioni climatiche), alla biologia, agli ecosistemi, ecc. che Codibugnolo sapientemente unisce e propone attraverso attività mirate e specifiche sul territorio.

Il recupero delle conoscenze naturalistiche e ambientali parte dalle collaborazioni con il sistema scolastico e si completa con le iniziative di ecoturismo e geoturismo aperte ad ogni fascia di età che improntano il programma di escursioni e viaggi ideati.

Le attività multisciplinari di educazione-informazione-partecipazione coinvolgono realtà ambientali diversificate per origini, peculiarità e caratteristiche ecosistemiche, storia e cultura di seguito riassunte:

  • Pianure alluvionali dei fiumi Po e Ticino (in particolare Valle del Ticino, Pianura Pavese e Lomellina, area piemontese);

  • Rilievi collinari e montani dell’Oltrepò Pavese, relativi sistemi idrografici ed ecosistemi;

  • Rilievi alpini e prealpini modellati nelle rocce metamorfiche e relative coperture moreniche/detritiche;

Agli ambienti descritti e classificati principalmente su base geologica-geomorfologica (in quanto fattore che condiziona lo sviluppo della vita animale e vegetale) se ne possono aggiungere altri ancora per posizione geografica od ulteriore differenziazione, in funzione delle finalità richieste dai potenziali utenti.

 

Testo a cura del Geologo Luigi Meisina

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