OASI NATURALISTICA DI ISOLA SANT'ANTONIO

IL BOSCO UMIDO DI PIANURA

L’area golenale del Po e le zone più prossime al fiume sono caratterizzate da una componente importante: l’acqua, elemento che modella continuamente il territorio e che influenza fortemente gli ecosistemi presenti. Il bosco umido di pianura è uno degli ambienti più caratteristici: un susseguirsi di alberi e arbusti abituati a vivere con una buona presenza d’acqua e a sopravvivere all’immersione causata dagli eventi di piena. Accanto alle specie storicamente tipiche di questo ecosistema si inseriscono essenze alloctone (originarie, cioè, di zone molto lontane e portate in loco dall’uomo). La vegetazione dell’Oasi è in gran parte costituita da migliaia di alberi e arbusti autoctoni (originatisi ed evoluti, cioè, in queste zone), messi a dimora appositamente.

Farnia (Quercus robur L.)

Pianta maestosa dal tronco dritto e ramificato e dalla chioma ampia ed espansa. Le foglie sono tipicamente lobate; la base termina con una forma a “V” caratteristica e manca quasi del tutto del picciolo. Altro elemento molto noto è il frutto, la ghianda, che in questa specie è dotata di un lungo peduncolo.

È un albero fortemente simbolico: i suoi rami erano usati per cingere il capo dei generali Romani vittoriosi poiché la pianta simboleggiava forza e potere. Robur indicava sia quest'albero sia il rigore morale: da qui l’aggettivo robustus.

Carpino bianco (Carpinus betulus L.)

Insieme con la farnia, rappresenta l'elemento fondante del bosco di pianura.

La foglia è ovato-oblunga e con apice acuminato; di colore verde presenta nervature ben evidenti, soprattutto nella pagina inferiore. L'albero può essere facilmente riconosciuto grazie alla sua corteccia: liscia, sottile e con tipiche strie grigio-verdi. 

Il suo legno, chiaro, è duro e pesante, molto resistente. Era, perciò, impiegato per la fabbricazione di piccoli attrezzi.

Olmo campestre (Ulmus minor Mill.)

Albero piuttosto longevo, presenta foglie di colore verde opaco, dalla forma ellittica e base asimmetrica.

La corteccia, liscia nei giovani esemplari, diventa fessurata e solcata negli individui più adulti.

Il suo legno è pesante e di lunga durata: ottimo combustibile, è impiegato per la produzione di utensili e arnesi.

Il nome "campestre" è legato al fatto che, in passato, la specie era utilizzata come tutore della vite "maritata", poiché sostenuta dai rami dell'olmo. Per questo motivo, l'albero è simbolo dell'unione fra sposi.

Ontano nero (Alnus glutinosa (L.) Gaertn.)

Albero tipico di zone umide: vive molto bene, infatti, su terreni argillosi, poveri e soggetti a inondazioni anche per lungo periodo. Ha una tipica foglia ovato-ellittica, di un bel verde scuro su entrambe le pagine, “segnate” da nervature ben evidenti.
Il legno è tenero e, dopo il taglio, assume una tipica colorazione arancio-rossastra. Nella cultura celtica ciò fece pensare che questo albero nutrisse segretamente la sacra fiamma all'interno del fusto e diede vita alla superstizione secondo cui l’albero era la personificazione di uno spirito maligno.

Salice bianco (Salix alba L.)

Questa specie si trova frequentemente lungo i corsi d’acqua e sopporta bene la sommersione in occasione di fenomeni di piena. La sua caratteristica peculiare risiede nelle foglie: strette, lanceolate, verdi chiaro nella pagina superiore, bianco argentee in quella inferiore (da qui trae origine il nome “bianco” della specie).

Il salice è pianta utile come medicinale: Dioscoride la descrive come buon rimedio contro la gotta, mentre nel XIX secolo chimici francesi e tedeschi individuarono la “salicina”, curiosa sostanza estratta dalla corteccia che permise la scoperta dell’acido salicilico e la produzione della comunissima aspirina.

Pioppo nero (Populus nigra L.)

È un albero comune lungo i corsi d’acqua che non teme situazioni di temporanea inondazione. Ha una corteccia spessa e rugosa, di colore scuro; proprio da questa colorazione deriva l’aggettivo “nero” della specie. Le foglie hanno picciolo allungato e forma triangolare romboidale; l’apice fogliare è molto appuntito. La pagina superiore è di un bel verde scuro, lucido, quella inferiore è più opaca.

Ha avuto una grande diffusione per l’utilizzo del suo legno, impiegato per la fabbricazione di fiammiferi, carta, imballaggi e mobili.

Pioppo bianco (Populus alba L.)

Albero comune soprattutto nelle zone di pianura o a ridosso dei corsi d’acqua, può raggiungere l’altezza di 30 metri ed è riconoscibile innanzitutto per la sua corteccia: questa, infatti, è sottile, di colore bianco non omogeneo e leggermente più scura e più rugosa negli individui adulti.

Altra nota distintiva è data dalle foglie: quelle apicali hanno una lamina tipicamente lobata e margine dentellato, le altre possono avere una forma più allungata e margine sinuoso. In ogni caso, però, la pagina superiore è di colore verde scuro, quella inferiore è resa bianca da una sottile peluria.

Sanguinello (Cornus sanguinea L.)

Arbusto dai fiori bianchi che compaiono sulla pianta, raccolti in infiorescenze, nella tarda primavera. I frutti sono drupe nerastre, riunite in infruttescenze; dal sapore poco gradevole, sono ricchi di vitamina C, per questo, in passato venivano impiegati per preparare marmellate e succhi di frutta.

È pianta utilissima per l’avifauna selvatica: merli codirossi, cesene, capinere e tordi sono, infatti, ghiotti dei frutti. 

Il legno duro e compatto, viene impiegato per costruire manici per attrezzi e bastoni da passeggio. 

Biancospino (Crataegus monogyna Jacq.)

Arbusto dal tronco sinuoso e rami spinosi.

Le foglie sono ovali o rombiche e possiedono in genere incisioni profonde, formanti 3-7 lobi allungati con denti solamente all’apice. Sono di colore verde scuro e piuttosto coriacee. I fiori, bianchi, sono riuniti in vistose infiorescenze a corimbo. Emanano un intenso profumo, sebbene ritenuto da alcuni poco allettante.

I frutti sono pomi rossi, commestibili, ricchi in Vitamina C; sono impiegati per confezionare marmellate. Rappresentano una delle poche fonti di cibo per gli uccelli nella stagione invernale.

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